Anello 03 · Mobilità

Le Olimpiadi del Ferro

Ferrovie, metropolitane e tranvie: per una città multinodale e accessibile

Nel 1960, mentre Roma si preparava alle Olimpiadi, la rete tramviaria veniva sacrificata alla città dell’automobile. Roma2060 propone di rovesciare quel paradigma: fare del ferro la struttura portante della trasformazione urbana dei prossimi decenni.

Le Olimpiadi del Ferro indicano un percorso verso il 2060, centenario dei Giochi di Roma. Non un elenco di opere isolate, ma una rete integrata di ferrovie, metropolitane e tram, completata da filobus e sistemi rapidi di superficie. Cinque linee metropolitane e cinque o sei infrastrutture suburbane indipendenti, secondo lo scenario, connettono la città, l’area metropolitana e la regione: nello Scenario 1 la Roma–Lido è integrata nella Metro E; negli Scenari 2 e 3 costituisce la Metro Mare autonoma.

Un’infrastruttura di trasporto non è soltanto un’opera tecnica: organizza il territorio, orienta le trasformazioni urbane e rende possibili nuovi usi e nuove relazioni. Per questo la mobilità deve precedere le scelte insediative, non limitarsi a inseguirle. Una rete multinodale, fondata su connessioni trasversali e interscambi distribuiti, può rendere effettivo il policentrismo posto alla base del PRG vigente, riducendo la dipendenza dal centro.

Il tram può essere il principale motore delle trasformazioni a breve e medio termine; metropolitane e ferrovie ne costituiranno l’ossatura di lunga durata. Continuità della pianificazione, complementarità tra i sistemi, interscambi, accessibilità diffusa e riduzione della dipendenza dall’automobile sono i criteri delle proposte.

L’obiettivo è arrivare al 2060 con una trasformazione già compiuta: una Roma nuovamente capace di ospitare i Giochi e i Giubilei perché tornata, prima di tutto, a occuparsi del quotidiano.

Le Olimpiadi del Ferro

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